martedì 17 dicembre 2013

Millesimi d'uso per l'impianto di ascensore

Le spese per l'impianto di ascensore possono essere di tre tipi:

- Di esercizio: comprendono la forza motrice (energia elettrica), manutenzione ordinaria,    
l'assicurazione, le tasse, ecc.
Queste spese devono essere ripartite tra i condomini in proporzione all'uso che ne fanno, in tali tabelle sono incluse solo le unità immobiliari interessate dal servizio.

- Manutenzione straordinaria: comprende la sostituzione di parti dell'impianto. Nel caso in cui la manutenzione riguardi la sostituzione di un pezzo rotto la ripartizione della spesa sarà effettuata secondo le tabelle millesimali d'uso, come per le spese di esercizio.
Nel caso in cui la spesa derivi da un adeguamento degli impianti ai nuovi standard costruttivi ( es. legge sulla Sicurezza), viene ripartita usando le tabelle millesimali di proprietà generale (tutti i proprietari pagano, anche quelli del piano terreno).

- Spese di nuova installazione di un ascensore: anche in questo caso le spese si ripartiscono utilizzando le tabelle millesimali di proprietà generale.






L'articolo 1124 del Codice Civile fissa i criteri per la ripartizione delle spese, la manutenzione e la ricostruzione delle scale.
La giurisprudenza ha sancito che i criteri previsti per le scale siano applicabili, per analogia, anche alla ripartizione delle spese per l'ascensore.
Pertanto solitamente viene compilata un'unica tabella millesimale per entrambe le voci di spesa (scale ed impianto ascensore).






Per chi vuol saperne di più:
I primi 500 millesimi, proporzionali al valore, vengono calcolati in base alla superficie virtuale o dei millesimi di proprietà generale delle unità immobiliari che si servono dell'ascensore.
I secondi 500 millesimi, proporzionali all'altezza del piano, vengono calcolati in due fasi:
- determinando i millesimi spettanti a ciascun piano;
- ripartendo i millesimi di ciascun piano tra le relative unità immobiliari.





lunedì 9 dicembre 2013

Contratto di comodato


Premessa

Questo post nasce da una richiesta di una cara amica, che vuole, a sua volta,  
aiutare un'amica in difficoltà, dando in comodato d'uso il suo box auto.
Con affetto,
Chiara


Contratto di Comodato d'uso
Il contratto di comodato è sempre gratuito, può essere fatto a scadenza, ma il più delle volte è revocabile in qualsiasi momento. Le bozze di contratto si trovano in commercio e on line. Il contratto deve essere registrato a tassa fissa: cod.109T  168,00€, oltre i bolli su ogni copia e la tassa per ogni copia oltre la prima. La registrazione va fatta presso l'Agenzia delle Entrate della provincia dove è situato l'immobile. Nulla è da dichiarare nella dichiarazione annuale dei redditi.
Visto che con un comodato d'uso, ribadisco gratuito, viene fatto un piacere non da poco alla persona titolare del contratto, è, a mio avviso, atto di cortesia che quest'ultima si assuma l'onere delle suddette spese. Credo che 168 euro per l'uso  gratis di un garage (nel caso specifico) o di altro immobile, non siano un enorme sacrificio! In ogni caso: è sempre opportuno REGISTRARE il contratto. Le sorprese non finiscono mai, anche il miglior amico un domani può creare difficoltà, se si seguono le regole possiamo evitare tante rogne future!




Spero di essere stata d'aiuto a te e a tutte le persone che si possono trovare nella tua stessa situazione, se hai ancora qualche dubbio chiedi pure.
Buona serata

venerdì 6 dicembre 2013

Millesimi d'uso

I millesimi d'uso a cosa servono ?

 I millesimi d'uso, semplicemente detti millesimi, consentono di ripartite le spese in base all'uso che ciascun abitazione ne fa.

Le tabelle dei millesimi d'uso riguardano normalmente:

1. la manutenzione/ricostruzione delle scale;
2. l'uso dell'ascensore;
3. l'uso del riscaldamento centralizzato;
4. altre spese quali acqua potabile, spese straordinarie tipo ricostruzione dei solai, adeguamento impianto tv, ecc.

Vi sono, inoltre, spese dovute ad un uso esclusivo delle parti comuni (spese personali), che sono addebitate per intero a chi ne ha il godimento.






giovedì 5 dicembre 2013

Millesimi

Millesimi di proprietà generale


I millesimi di proprietà generale esprimono il valore di ogni unità immobiliare ragguagliato al valore dell'intero edificio. Rappresentano il diritto/dovere dei proprietari sulle parti comuni.

I box auto solitamente hanno propri millesimi in quanto autonome unità immobiliari.

Sono pertinenze prive di millesimi propri i balconi, le cantine, i posti auto, ecc. Se, però, le cantine sono autonomamente accatastate avranno, come i box auto, la propria tabella millesimale.

La tabella dei millesimi di proprietà generale integra il regolamento condominiale: serve per la formazione delle maggioranze nelle assemblee e per la ripartizione delle spese generali.






mercoledì 4 dicembre 2013

A B C del condominio


Il condominio per definizione è costituito da uno o più fabbricati in cui vi sono parti di proprietà esclusiva e parti in proprietà comune.
Le parti di proprietà esclusiva sono le unità abitative con le loro pertinenze  ed eventuali negozi, mentre le parti comuni (art.1117 c.c.) sono il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, il tetto, le scale, la portineria, le opere, le installazioni e i manufatti che servono all'uso e al godimento comune come ascensori, pozzi,cisterne, impianti elettrici, ecc.





Tipi di condominio

1. Condominio minimo è costituito da due soli proprietari per la gestione delle parti comuni si applicano le norme sulla comunione (art.1104 c.c);
2. Super condominio o condominio orizzontale è costituito da più fabbricati indipendenti che hanno in comune alcuni servizi quali: piscina, campi da tennis, portineria, lavanderia, ecc.
3. Condominio parziale nei casi in cui la proprietà comune di alcune parti o impianti è soltanto di alcuni proprietari.
4. Condominio "tradizionale" come da definizione. Solitamente costituito da un unico edificio con più unità abitative e, talvolta, con fondi commerciali.






Come si ripartiscono le spese condominiali

Per ripartire le spese condominiali occorre determinare i millesimi che possono essere:
- millesimi di proprietà generale;
- millesimi d'uso.

È bene sapere che il proprietario dell'ultimo piano può chiedere di sopraelevare il proprio appartamento, nel caso in cui ciò gli venisse concesso dagli altri condomini, dovrà essere stimata l'indennità di sopraelevazione che egli dovrà versare agli altri proprietari.








venerdì 29 novembre 2013

30 novembre: festa della Toscana

Buongiorno, scusate la fretta, ma non potevo dimenticare la festa della Toscana, terra liberata da torture e pena di morte dal suo illuminato Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, che per primo nel mondo si accorse dell'atrocità e della barbarie con la quale comunemente venivano puniti certi reati.





Riporto a seguire alcune notizie storiche trovate su wikipedia:

Dal 2000 il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una legge per celebrare, il 30 novembre, la Festa della Regione Toscana, una festa che vuole essere un omaggio a tutti coloro i quali si riconoscono nei valori della pace, della giustizia e dellalibertà, la cui voce echeggiava alle cinque della sera del 30 novembre del 2000, giorno della prima celebrazione della festività, quando le campane hanno suonato a festa in tutta la Toscana per un laico rito della memoria. La Regione, con in testa il suo capoluogo, infatti, ha istituito la festa commemorativa del 30 novembre, per ricordare il giorno in cui ricorre l'anniversario della Riforma Penale promulgata, a quella data nel 1786, da Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana dal 1765 al 1790. Con tale Riforma, che del Granduca fu "monumento e gloria", secondo uno storico del primo Novecento, la Toscana divenne il primo Stato al mondo in cui si abolì la pena di morte, uno degli atti più incivili perpetuati fino ad allora da tutti i governi, "conveniente - secondo Pietro Leopoldo - solo ai popoli barbari". Il 30 novembre, pertanto, non è una data fondamentale solo per l'antico Granducato di Toscana o interessante per coloro che si occupano di storia, è il primo giorno di una storia nuova per tutti gli uomini dal XVIII secoloai nostri tempi. Fu il principio di una rinnovata vita per l'intera umanità, una vita che nacque lungo le sponde dell'Arno.
« Abbiamo veduto con orrore con quanta facilità nella passata Legislazione era decretata la pena di Morte per Delitti anche non gravi, ed avendo considerato che l'oggetto della Pena deve essere la soddisfazione al privato, ed al pubblico danno, la correzione del Reo figlio anche esso della Società e dello Stato, della di cui emenda non può mai disperarsi, la sicurezza nei Rei dei più gravi ed atroci Delitti che non restino in libertà di commetterne altri, e finalmente il Pubblico esempio; che il Governo nella punizione dei Delitti, e nel servire agli oggetti ai quali questa unicamente è diretta, è tenuto sempre a valersi dei mezzi più efficaci col minor male possibile al Reo ...avendo altresì considerato, che una ben diversa Legislazione potesse più convenire alla maggior dolcezza, e docilità di costumi del presente secolo, e specialmente nel popolo Toscano, Siamo venuti nella determinazione di abolire come Abbiamo abolito con la presente Legge per sempre la Pena di Morte contro qualunque Reo... »
(51° articolo della Riforma)
Con l'abolizione della pena di morte aveva anche termine l'uso della tortura e della mutilazione delle membra.
La fine dell'orrore era sancita e non poteva che esserlo "per sempre", come legifera il Granduca, figlio di un secolo che tanta luce portò agli uomini. Questa legge, in parte ispirata al Codice giuseppino, trovava la sua fonte principale nelle concezioni filosofiche dell'Illuminismo e soprattutto nell'opera più famosa dell'Illuminismo italiano, "Dei delitti e delle pene", che Cesare Beccaria ebbe inToscana la possibilità di pubblicare per la prima volta, a Livorno, nel 1764.
« La legge del 30 novem. 1786, scrisse l'esimio F. Forti, ha ottenuto una celebrità europea. Opera più generosa non ebbe mai la sanzione di un monarca. Le idee filosofiche allora predominanti sono accolte con fede e con onore nella legge criminale di Leopoldo. »
(Antonio Zobi)
A conferma di quanto stabilito con la Riforma leopoldina, comandando il Granduca "la demolizione delle Forche ovunque si trovino" (art. 54°), con perfetto contrappasso finirono al rogo le forche e gli strumenti di tortura, segno tangibile, volutamente spettacolare, della nascita di una nuova epoca, della "morte della pena di morte" che in Firenze ebbe teatro nelle Prigioni del Bargello come ricorderà più tardi, nel XIX secolo, il pittore Giovan Battista Silvestri, dipingendo in acquerello i falò dei patiboli fra le severe bugne del Palazzo del Podestà.
Ai nostri giorni, nel cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, il Comune di Firenze ha voluto collocare una lapide dove riprodurre un testo redatto subito dopo la promulgazione della legge, nel dicembre del 1786, proprio per una targa marmorea commemorativa. L'epigrafe settecentesca, composta dal georgofilo Giuseppe Pelli Bencivenni su richiesta di Francesco Seratti, il quale aveva curato la stesura finale della Riforma, così recita:
« Per memoria della Toscana felicità quando Pietro Leopoldo con legge de' 30 novembre 1786 la pena di morte, l'infamia, la tortura, ogni delitto di lesa maestà colla confiscazione delle sostanze cancellò per primo in Europa dalla vecchia legislazione"; motivazioni che rendono Firenze orgogliosa del suo passato. »
(Giuseppe Pelli Bencivenni)
Se a chiusura del settecento era stato auspicato di porre la lapide nel punto esatto dove fino alla metà di quel secolo, a quanto ancora testimoniano un dipinto e una nota stampa di Giuseppe Zocchi, si eseguiva il "supplizio della fune", ovvero all'esterno del Bargello, per ricordare, con altrettanta pubblicità, la fine dell'antico e duro sistema penale, oggi. una più serena visione storica e politica, che il passare del tempo ha permesso, ha suggerito all’Amministrazione Comunale di allocare la targa in un "posto d’onore", nel palazzo da sempre sede del governo cittadino.
La cessazione delle antiche barbarie e la volontà che abbiano termine quelle che, in tutto il mondo, non si sono ancora placate è stata ribadita dal rogo del patibolo e degli strumenti di tortura che si è consumato in piazza della Signoria in occasione della prima "Festa della Toscana" per volere dell’Amministrazione della città di Firenze che desidera riproporre, di anno in anno, nel giorno dedicato alla festa, delle iniziative, di vario genere, che coinvolgano, insieme agli studiosi, agli storici, ai politici della Toscana tutta e non solo, i cittadini di Firenze.
Con l’istituzione della Festa della Regione Toscana si vuole ricordare la grandiosità dell'atto di civiltà legislativa messo a punto da Pietro Leopoldo, per non cancellare dalla memoria di tutti l'origine del cammino lungo e tortuoso per la salvaguardia dei diritti dell'uomo che ha visto la Toscana e i suoi governanti del passato svolgere un ruolo da protagonisti e non da comprimari o, più semplicemente, da spettatori; un cammino che continua incessantemente come "La Carta dei diritti dell'Unione Europea" del 2000 ha sottolineato sentendo la necessità di ribadire, ancora oggi, il diritto di ogni uomo a non essere condannato a morte da altri uomini.
Una festa, quindi, istituita per riproporre un momento saliente della storia moderna e per aggregare i toscani attorno ad una data di grande significato civile, ricordandoli che per primi al mondo i loro antenati hanno visto abolita la pena di morte.
« Quello di Pietro Leopoldo è uno degli atti fondanti di questa terra e dello Stato cui appartiene. »
(Mario Luzi)
In considerazione del fatto che Lucca, nel 1786, come altri cinquanta comuni della regione Toscana attuale, non faceva parte delGranducato di Toscana, il Consiglio Comunale di Lucca votò a maggioranza, nel 2000, un atto con cui impegnava l'allora SindacoPietro Fazzi a non aderire alla festa regionale. La contestazione alla festa da parte del Consiglio Comunale di Lucca non stava nel mancato riconoscimento del grande valore delle riforme leopoldine, bensì nel non voler identificare il Granducato di Toscana e la dinastia lorenese quali unici padri storici della odierna regione. Per anni dunque, nella città di Lucca, la festa non è stata celebrata. Solo nel 2009 (O.D.G. 77668) il Consiglio Comunale di Lucca ha modificato la sua posizione e in seguito la festa si è tenuta nella città.

martedì 26 novembre 2013

Quanto "lavora" la casa per le tasse?


Nel mio post di luglio "affittare?", ponevo questa domanda a coloro che avessero interesse, in quanto proprietari di civili abitazioni, a " mettere a reddito" il loro immobile, sottolineando il fatto che fra tasse e balzelli l'immobile iniziava a rendere a fine luglio.

Tre mesi sono trascorsi da allora e per i piccoli proprietari che vogliono affittare c'è una nuova "interessante" notizia; l' immobile inizia a generare reddito dal 16 di ottobre!

Questo è quanto è stato detto durante la manifestazione "Home Day" organizzata da Confedilizia il 21 novembre 2013 a Roma.
Evento-dibattito a cui hanno partecipato le istituzioni, le organizzazioni e i cittadini per parlare di tasse sulla casa e chiedere una riduzione dell'esorbitante carico fiscale sull'investimento immobiliare.

Riporto a seguire alcune frasi emblematiche che sono state dette durante la manifestazione:
"Chi affitta lavora 288 giorni l'anno per il fisco",
" Il proprietario che lochi una unità immobiliare finisce di pagare le imposte in autunno. Il suo giorno di liberazione fiscale è il 16 ottobre!"
Fino ad allora il canone se ne va in tasse, ossia le tasse incidono sul canone di locazione annuo in una percentuale del 79%.

E ancora:
"Secondo l’ufficio studi di Confedilizia la nuova Tasi porterebbe nel 2014 un aumento delle imposte di 14,6 miliardi con l’aliquota minima (+159% rispetto al 2011) e di 19,9 miliardi con l’aliquota massima (+216% rispetto al 2011).  
Sommando gli aumenti avvenuti dopo le riforme introdotte dal governo Monti nel 2012 e nel 2013, sempre secondo lo studio, gli aumenti l’anno prossimo potranno arrivare a 39,9 miliardi nell’ipotesi migliore e a 45,2 nell’ipotesi peggiore. Confedilizia mette in evidenza come nel 2011 il gettito Ici fosse di 9,2 miliardi, per passare nel 2012, con l’Imu, a 23,7 miliardi e a 20 miliardi nel 2013. Nel 2014 il gettito sarebbe di 29,1 miliardi con l’aliquota massima e di 23,8 con l’aliquota minima. “Abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce in modo civile – ha detto il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani – e soprattutto di confrontare le nostre proposte con i decisori. Una delle proposte era relativa alla service tax ma è improvvisamente scomparsa dalla legge di stabilità.  Temiamo che sia stato il partito della spesa pubblica perché la service tax avrebbe avuto un tetto massimo nelle spese dei servizi.” 







Per chi fosse interessato a saperne di più può consultare il sito: Instat.wordpress.com, dal quale ho tratto alcune delle informazioni contenute nel presente post.